Pillola rossa, pillola blu

Ricordate Matrix? Ad un certo punto Morpheus offre a Neo la scelta: può rimanere nel suo mondo (pillola blu) oppure decidere di aprire gli occhi sulla realtà e venire così liberato (pillola rossa). Il film generò, a suo tempo, una ridda di saggi filosofici (riassunti, almeno in parte, in un bel libro per altro introvabile: Pillole rosse. Matrix e la filosofia, a cura di W. Irwin e V. Cicero, edito in Italia da Bompiani nel 2006). A me personalmente – a testimonianza del fatto che gli stimoli che dalla pellicola provenivano erano molti e di varia natura – la storia ha sempre un po’ ricordato quell’operetta (il diminutivo riguarda solo la dimensione del testo, non certo la sua importanza) che è La vita è sogno di Pedro Calderòn de la Barca.

Ma parlo di Matrix per riferire in realtà dell’originale trovata di un amico che, volendo fare un regalo, ha deciso di incartare un oggetto di uso comune in una carta blu – proprio come la pillola – e uno nella carta rossa, dando la scelta al destinatario e ammonendolo sul fatto che le due scelte sarebbero potute somigliare a quelle operate nel film.

Ebbene, quella persona ha scelto la pillola blu – pardon: il regalo con la carta blu – e mi ha fatto piacere che sapere che in quello con la carta rossa aveva messo una copia di Picco per capre. Quant’è difficile cambiare propsettiva, anche solo per gioco?

 

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