Per quanto sia orribile ammetterlo, sul Web il flame esercita una potente forza di attrazione, anche laddove vengono trattati temi di spessore, permettendo talvolta a soggetti pochi noti di emergere dalla nicchia – ad esempio, se non fosse stato per questo articolo di Bardi sulla polemica generata da Rinaldo Sorgenti sul blog della Società di Chimica Italiana, difficilmente avrei scoperto quell’ottima fonte di informazioni  (oggi ribattezzata La chimica e la società).

Qualche giorno fa, malgrado il parere a dir poco riluttante del resto della squadra di Apocalottimismo, ho tentato un’operazione alquanto pericolosa, ossia creare ad arte un flame sul nostro blog. Ho praticamente ‘invitato’ una persona idonea non solo per il carattere decisamente focoso (almeno nel contesto virtuale, l’unico in cui la conosco) e per i pessimi precedenti tra lui e il sottoscritto, ma soprattutto per il suo curriculum, lavorando attualmente per un prestigioso centro di ricerca internazionale.

Siccome qui non desidero rinfocolare la polemica ma riflettere sui dibattiti in Rete, chi volesse conoscere quanto accaduto può consultare l’articolo Il vero errore di Hubbert, dove la persona in questione (che qui soprannominerò Dr. K.) è intervenuta, sono stati conservati tutti i commenti senza censure. Devo ammettere che l’esperimento è andato ben oltre le mie intenzioni, scadendo a livelli che non fanno assolutamente onore né a me né al mio interlocutore,  non propriamente dei ragazzini (facciamo circa cent’anni in due). Anche per questa ragione, al fine di rasserenare un po’ il clima, ho voluto scrivere un pezzo tra il serio e il faceto (dando più spazio al secondo), dove propongo alcuni consigli tratti dalla mia oramai ventennale esperienza di discussioni in Rete, molte delle quali particolarmente infuocate. Per quanto riguarda il flame, rimango dell’opinione che si tratti dell’arma a doppio tagli dei poveri (mediaticamente parlando) e che per funzionare debba esplodere rapido e doloroso, altrimenti noia e disinteresse la faranno rapidamente da padroni.

1) Se ti vogliono distruggere puoi fare solo il coniglio o il leone

Se  vi imbarcate in un confronto con qualcuno il cui obiettivo è farvi fare figure di merda (cit. Dr.K.) e se a tal fine è disposto a sacrificare molto tempo libero ricamando su ogni singola vostra parola, o vi impegnate con la medesima verve battagliera oppure è meglio lasciare perdere in partenza, non ci sono argomentazioni che tengano.

2) Se sanno tutto di voi, allora non vi conoscono proprio

I ferventi sostenitori di  nucleare o transgenesi sono convinti di conoscere perfettamente chi esprime perplessità al riguardo, rappresentandolo in modo caricaturale e carnevalesco. O capiscono in fretta che non siete Arlecchino altrimenti amen.

3) La scuola è finita

Esiste una differenza fondamentale tra scambiare informazioni e impartire lezioni. Chi vuole elevarsi a professore lo faccia pure, ma tramite un proprio spazio sul Web, non dalla piattaforma commenti del vostro blog.

4) Se aggiungono carne al fuoco, levatela

Se siete ghiotti di carne grigliata  potreste però cadere in tentazione. Allora meglio fare riferimento alla meno appetibile ‘teoria della montagna di merda’. Personalmente ricordo ancora un vano scambio di opinioni sul global warming con il presidente di Assocarbone, il quale a ogni commento mi tempestava di articoli di Climatemonitor (non proprio saporiti come fiorentine…).

5) Ragionare per assurdo può essere assurdo

Universalizzare un presunto modello esemplare è un espediente dialettico diffuso e fuorviante. Che cosa capiterebbe se tutto il mondo adottasse una stile di vita occidentale? (occorrerebbero tre o quattro pianeti Terra) Che cosa accadrebbe se i paesi dell’Europa mediterranea seguissero la ricetta economica tedesca? (alla Germania mancherebbero preziose nazioni che si indebitano sostenendo le sue esportazioni). Che cosa sarebbe successo se anche solo le nazioni più industrializzate avessero seguito la strategia nuclearista francese? (rapidi problemi con l’approvigionamento di uranio, proliferazione atomica militare indiscriminata, ecc.)

6) Se lui è il capitano Achab, voi non siete Moby Dick

 Tutti i miei mezzi sono sani, il mio movente e il mio obiettivo folli (capitano Achab). Quante gente legge i commenti a un blog e fin dove si spinge a farlo? Anche sui siti celebri, è probabile che quasi nessuno ne consulti più di decina. Se i commenti sono lunghi e stracolmi di riferimenti, probabilmente scoraggeranno anche il visitatore animato dalle migliori intenzioni. Inondare con uno tsunami di logorrea un blog semisconosciuto, poi, è un atto autoreferenziale da far sembrare Achab un campione di razionalismo. State lontani dalle balieniere intellettuali.

7) Se è tecnicamente possibile, allora non si può fare

Era tecnicamente possibile lo sviluppo esponenziale del nucleare così come calcolato da Hubbert. (Dr.K.). E’ tecnicamente possibile soddisfare il fabbisogno elettrico italiano coprendo di pannelli fotovoltaici un’area estesa quanto la provincia di Piacenza (Rubbia in versione filo-rinnovabili). E’ tecnicamene possibile sfruttare i clatrati idrati di metano (Rubbia in versione anti-rinnovabili). E’ tecnicamente possibile estrarre uranio dall’acqua di mare (World Nuclear Association). E’ tecnicamente possibile sostituire il propulsore di una FIAT 500 con quello della Ferrari F399 (comico di Zelig caduto in disgrazia). Allora perché tutte queste cose non si fanno?

8) Dynamical systems  theory does not rule

La conoscenza anche minimale della dinamica dei sistemi dà slancio ai ragionamenti, ma crea situazioni assai imbarazzanti nei confronti di chi adopera una forma mentis convenzionale. Il Dr.K. a un certo punto, per dimostrare che la Terra è una sorta di cornucopia dell’energia infinita, mi ha linkato una pagina dove è visibile il seguente diagramma, ammonendomi a fare attenzione in particolare in basso a destra (dove si trova l’uranio):

  • Facebook
  • Twitter
  • Google+
  • Buffer
  • Evernote
  • Gmail
  • Delicious
  • LinkedIn
  • Blogger
  • Tumblr

A questo punto, andrebbe spiegato alla persona in questione che non avete mai pensato che la Terra possa ‘esaurirsi’ ma che – Limits to Growth docet – terminate le risorse a buon mercato, i limiti fisici impattano prima di quelli economici. A titolo di esempio, la WNA stima il costo dell’estrazione di uranio da acqua marina in $600/kg, contro i $10/kg circa attuali e un massimo storico di $350/kg. Sull’inutilità di provare a spiegare tale concetto, di per sé non troppo complicato, vedi raccomandazione 10.

9) A carte ci giochiamo al bar

Esistono due argomentazioni, una positiva e l’altra negativa,  che fungono da asso pigliatutto in qualunque discussione: sto parlando della tecnologia che permetterà qualsiasi cosa oggi improponibile e della stupidità/criminalità dei politici che sotterra invenzioni geniali bloccando il progresso umano. No baby, qui si gioca solo a scopone scientifico, dove l’asso è una carta come le altre.

10) Se vivete in mondi diversi, ci resterete

Quello che chiamiamo ‘mondo reale’ di fatto è un modello mentale, rielaborazione delle nostre esperienze e dei nostri metodi di analisi. Scrive Jacopo Simonetta nel suo articolo probabilmente più ispirato:

Dunque, individui nati e cresciuti in comunità che concepiscono il mondo e la vita in modo completamente diverso, anche se condividono la stessa realtà fisica, vivono psicologicamente e spiritualmente in mondi fra loro alieni… Così sono apparsi i conquistadores agli aztechi e viceversa.  Per fare un esempio assai meno cruento, fra “picchisti” e “crescisti“  si può dialogare allo sfinimento ed entrambi possono imparare cose interessanti, ma nessuno dei due convincerà mai  l’altro semplicemente perché stanno parlando di mondi diversi.

Se nel vostro mondo esistono limiti di capacità di carico e/o è in corso una grave emergenza ecologica e in quella del vostro interlocutore no, ciò è sufficiente per rendervi alieni l’uno all’altro. E, come testimoniano i film di fantascienza, terrestri e alieni si fanno quasi sempre la guerra.

Piccola appendice: la mia vera posizione sul nucleare

L’idea del Dr.K. secondo cui io sarei un “crociato anti-nucleare” che considera l’energia atomica il “male assoluto” nasce dall’essermi schierato nel 2011 a favore del referendum abrogativo del progetto nucleare ENEL-Areva (entrambi allora frequentavamo  assiduamente i blog de Il Fatto Quotidiano). Elenco brevemente le principali ragioni del mio dissenso:

  • in Italia, ancora di più all’epoca (perché poi sono iniziate alcune dismissioni), c’è un eccesso di potenza installata rispetto alle esigenze reali con centrali che lavorano bassissimo regime, ragion per cui l’idea di costruirne nuove di qualunque genere senza una riprogettazione complessiva del sistema elettrico è insensata (vi propongo una serie di ottimi articoli di Claudio Della Volpe che fanno luce su molta delle mitologia che circola sull’argomento elettricità in Italia);
  • alcuni degli argomenti più ricorrenti, come ammetterà qualsiasi nuclearista onesto, erano totalmente falsi, ad esempio “ridurre la dipendenza dal petrolio” o “evitare i blackout nei periodi estivi di grande afa”. L’uso del petrolio per generare elettricità è oramai marginale, i principali impieghi sono la produzione di combustibili per i trasporti e la sintesi di plastiche, settori dove l’energia atomica non può assolutamente nulla; e la scarsità d’acqua per il raffreddamento dei reattori è un grave ostacolo al loro funzionamento. Anche la prospettiva di un consistente abbassamento del prezzo dell’energia facendo paragoni insensati con la Francia era altrettanto menzognera;
  • la costruzione delle quattro centrali si inseriva all’interno di una Strategia Energetica Nazionale che non solo prevedeva fabbisogni di energia spropositati rispetto alle necessità reali (come infatti è stato) ma era ancora dominata dalle fonti fossili, vanificando qualsiasi presunta ricaduta positiva dell’apporto atomico;
  • già nel 2010 gli ammonimenti dell’IPCC erano per una drastica riduzione immediata dei gas serra, mentre questo progetto, se fossero state rispettate le tempistiche (negli altri casi in Europa che hanno visto coinvolti i reattori EPR i tempi di si sono notevolmente dilatati), sarebbe stato completato nel giro di una ventina d’anni;

 

Se mi si chiede la posizione che avrei tenuto nel referendum del 1987 (quando avevo solo nove anni), penso che mi sarei battuto per stoppare la costruzioni di nuove centrali atomiche mantenendo attive quelle che avevano ancora un ragionevole periodo di vita operativa, per poi iniziare una seria riflessione sull’argomento energia. Parimenti, le nazioni che attualmente dispongono di reattori nucleari è bene che ne prolunghino la vita operativa entro prudenti margini di sicurezza, dopodiché, a eccezione della Cina, nessun’altra nazione ha la disponibilità economica di avviare ambiziosi programmi atomici e contemporaneamente sostenere l’espansione delle energie rinnovabili. Concludo precisando che dopo il referendum del 2011 raramente mi sono occupato dell’argomento nucleare e che mai mi sono permesso di trattare delicate questioni di tipo sanitario. Se secondo voi questo atteggiamento fa di me un ‘crociato’, allora vi consiglio caldamente una bella ripassata al vocabolario; in ogni caso, siccome conosco me stesso meglio di chiunque altro, diffido dall’attribuirmi idee che non mi appartengono.

 

Share This