La capra è l’animale simbolo del gruppo Apocalottimismo, con evidente riferimento al libro Picco per Capre di Luca Pardi e Jacopo Simonetta. Qualche giorno fa, ho notato accanto alla mia copia del libro un’altra opera, recante in copertina la fotografia di un gregge di capre dove si era chiaramente intruppato un tizio che cercava di camuffarsi da ovino. Ho chiesto allora incuriosito informazioni a mia moglie e da lì…

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Recensione Goatman (Sabrina Fusari)

Vorrei presentare ai lettori di Apocalottimismo un volume pubblicato nel 2016 da un designer inglese, Thomas Thwaites, che ha intrapreso un esperimento piuttosto inconsueto: trasformarsi in una capra. Esatto, proprio una capra come quella del logo di questa community, come sulla copertina di Picco per Capre di Luca Pardi e Jacopo Simonetta.

Il libro di Thwaites, infatti, si intitola Goatman (letteralmente, Uomo capra) e, nel sottotitolo, How I Took A Holiday from Being a Human, allude ironicamente proprio al “prendersi una vacanza” dalla propria umanità, immedesimandosi, fisicamente ed etologicamente, in un’altra specie. Al momento, il libro non è disponibile in traduzione italiana, anche se è reperibile in Italia. Io l’ho acquistato alla Libreria della Natura di Milano, che colgo l’occasione per consigliare vivamente a chiunque nutra interessi per gli animali, per le piante, per orti e giardini, sia in ambito specialistico sia a titolo di semplice passione personale.

Posto in questi termini, il progetto di diventare una capra può sembrare a dir poco stravagante. In parte lo è, e il libro non manca di rilevarlo con quella giusta dose di autoironia tipica della narratività britannica. Ma è anche un’impresa molto meno velleitaria di quanto possa sembrare sintetizzandola in poche righe. Thwaites è un designer, qui alla sua seconda esperienza letteraria. La prima riguardava la costruzione da zero di un tostapane, progetto apparentemente assai meno ambizioso, ma anche in questo caso finalizzato non tanto a produrre un particolare oggetto, quanto a suscitare una riflessione sui meccanismi della produzione industriale. In generale, Thwaites si occupa di progetti che lui stesso definisce “improbabili”, a cavallo tra il design concettuale, l’arte e forse anche con un tocco di filosofia “I’m a designer (of a more speculative sort”, si autodefinisce sul suo sito web.

Il libro si apre infatti con un incontro tra Thwaites e una sciamana, corredato di foto: molte sono le immagini a supporto della narrazione, e alcune sono visibili sul sito web dell’autore. Nel corso del colloquio, presso l’abitazione della sciamana Annette a Copenhagen, si definisce il progetto di Thwaites, originariamente finanziato dal Wellcome Trust in termini leggermente diversi (volutamente tralascio alcuni dettagli, per non rovinare il piacere della lettura a chi desidererà intraprenderla). Questa sezione del libro è intitolata Soul (Anima); seguono la sezione Mind (Mente), in cui Thwaites incontra etologi e altri esperti di comportamento e cognizione umana e animale; infine, Body (Corpo), dove si giunge al fulcro del progetto dell’autore, ossia la progettazione di una protesi complessa che gli permetterà di calarsi fisicamente nei panni dell’animale, anche dal punto di vista digestivo (Guts, Viscere), cercando cioè di corredare la protesi con un dispositivo che permetta all’umano che la indossa di nutrirsi come farebbe un erbivoro. Il libro si chiude con il resoconto dell’attuazione vera e propria del progetto (Goat Life, Vita da capra), avvenuta sulle Alpi Svizzere, presso un allevamento familiare dove Thwaites è stato ospitato e si è unito al gregge, indossando la sua protesi, nella fase di transumanza dall’alpeggio estivo ai pascoli autunnali. Un’esperienza breve, ma intensa, in cui emerge non solo la difficoltà, sia fisica sia comportamentale, di calarsi nel corpo, nella mente e nell’anima di un altro animale, ma anche l’opportunità che questo progetto ha evidenziato di porre il significato del nostro “essere umani” in una prospettiva diversa da quella consueta, non fondata su una gerarchia delle intelligenze, con l’uomo in cima alla piramide e gli animali da lui più distanti alla base, ma interconnessa con l’ambiente e con le varie creature che lo popolano.

Goatman non ha nulla di religioso (vi è, come abbiamo visto, un aspetto spirituale, ma non prevalente) né di particolarmente militante sul piano animalista: anzi, al capitolo intitolato Mind, Thwaites si reca in diversi laboratori scientifici dove sono detenuti degli animali a scopo di ricerca, narrazione che può suscitare forti contrarietà in un pubblico di lettori animalisti; la stessa idea di farsi ospitare da un allevatore (Goat Life) sicuramente non sarà gradita a quanti ritengono che l’allevamento sia pur sempre una pratica di sfruttamento animale; e, soprattutto, al capitolo Body, viene sezionato il cadavere della capretta Venus, allo scopo di comprendere al meglio come realizzare la protesi che Thwaites intende indossare e che vediamo nella copertina del volume e in molte altre foto che lo concludono. Va detto che Venus, ospite in vita di un rifugio per animali (Buttercups Sanctuary for Goats, nel Kent), era già deceduta per malattia, quindi non le è stato fatto alcun male per questo esperimento. Ma è chiaro che, a prevalere nelle preoccupazioni dell’autore, non è dimostrare che uomo e animale in fondo sono uguali, né intraprendere altre azioni militanti di matrice antispecista, bensì, più banalmente, trovare un modo per vedere la vita in un’altra prospettiva, anche solo per un breve periodo, riuscendo così a spogliarsi momentaneamente delle preoccupazioni caratteristiche dell’essere umano, come Thwaites stesso dice a chi, più volte nel corso della narrazione, gli chiede “Perché vuoi diventare una capra?”.

Il libro non è quindi una parabola animalista o antispecista, ma può essere una lettura di grande interesse anche per chi abbraccia queste filosofie. Il tema, in senso lato, è il significato della condizione umana, visto a partire da ciò che distingue e/ o accomuna l’uomo all’animale, sia sotto il profilo dell’esteriorità (come funzionano le zampe di una capra? perché può saltare così in alto? come può nutristi solo di erba?) sia sotto quello dell’interiorità (le capre hanno la capacità di preoccuparsi? di immaginare scenari futuri e ricordare quelli passati? come si formano le dinamiche di gregge?). Il tutto è affrontato con leggerezza e ironia, pur spaziando all’interno di tematiche molto serie, con il contributo di scienziati appartenenti a diverse discipline a cui Thwaites si è rivolto per realizzare il suo progetto, dall’etologia, alle neuroscienze, all’ingegneria biomedica, fino a includere settori meno scientifici, ma altrettanto produttivi per una visione a tutto tondo dell’animale (umano e non-umano), come l’allevamento, il volontariato, e perfino lo sciamanesimo.

Vale la pena di leggerlo, e peccato non sia (ancora?) disponibile una traduzione italiana, ma è possibile documentarsi sul progetto anche nella nostra lingua qui e su altre fonti che potrete facilmente reperire digitando “thwaites uomo capra” sui più diffusi motori di ricerca on-line.

Thomas Thwaites. 2016. Goatman. How I Took a Holiday from Being a Human. New York: Princeton Architectural Press. 207 pagine. Copertina rigida. Prezzo EUR 22 (presso Libreria della Natura, via Achille Maiocchi 11, Milano).

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