Per terminare questa breve passeggiata fra le  tesi storiche di Tainter, vorrei qui fare una digressione su di un punto che lo storico americano solleva, ma che, a mio avviso, avrebbe meritato più spazio di quello che gli ha concesso.
(Per le precedenti puntate si veda qui e qui).

Nel suo libro “Il Collasso delle Società Complesse”, a più riprese, Tainter parla del fatto che una classe dirigente necessita di legittimazione e del fatto che ciò comporta dei costi che gravano sulla spalle dei gregari.  Ad esempio, architetture monumentali, abiti vistosi, cerimonie, pompa e quant’altro.  Evidenzia inoltre che, man mano che la società diviene più complessa, questo genere di costi aumento in misura più che proporzionale, finendo col rappresentare uno dei fattori di fragilizzazione della società stessa, da fattore di coesione che erano in precedenza.
Ritengo che il punto sia centrato, ma che meriti uno spazio maggiore, specie alla luce di quello che sta accadendo ora proprio a noi.

Tre modi per far funzionare una società.

In un post di alcuni anni fa, J.M. Greer sosteneva che ci sono tre modi di far funzionare una società: Legittimità, paura, interesse personale.  A questi io ne aggiungerei un quarto: la manipolazione. Definiamoli un attimo.

La legittimità significa che i sottoposti ubbidiscono ai superiori perché pensano che sia loro dovere e perché si fidano di loro.
La paura deriva invece dal rischio di essere puniti in caso di disobbedienza.
L’interesse personale domina invece quando la gente agisce per il tornaconto proprio e non per quello collettivo.
La manipolazione di solito fa leva sui sentimenti fondanti della società, come l’amor di Patria, la difesa della propria famiglia o la solidarietà umana, per manipolare la percezione collettiva della realtà a proprio uso e consumo. E’ una costante della politica in ogni luogo ed in ogni età, ma ci sono momenti nella storia in cui diventa parossistica.

In tutte le società reali e fra tutte le classi sociali questi fattori sono sempre tutti  presenti contemporaneamente, ma in misura diversa da caso a caso.
Il punto giustamente sollevato da Greer è che la legittimità è di gran lunga il più efficiente e meno dispendioso dei metodi perché non solo le persone agiscono senza bisogno di bastoni e di carote, ma pongono anche le loro capacità creative al servizio della collettività.  Bello, ma richiede che la classe dirigente si assuma la responsabilità dei gregari e che questi abbiano fiducia nei capi.
Quando questo rapporto viene meno, la società continua a funzionare grazie agli altri metodi, ma via via che la paura e/o l’interesse personale prevalgono sulla legittimità, i costi sociali aumentano.  Con la paura perché è necessario mantenere un apparato repressivo sempre più capillare e costoso (polizia, spie, carceri, telecamere, intercettazioni, ecc.).   Se, invece, dilaga la corruzione, i costi necessari per far funzionare la macchina amministrativa e politica aumentano, perdendo contemporaneamente di efficacia perché le decisioni non saranno più prese in vista del vantaggio collettivo, bensì di quello individuale.
La manipolazione è in qualche misura sempre presente ed importante, ma quando si esagera facilmente si scatenano fenomeni di massa difficili da controllare, come dimostrato da molte delle pagine più sanguinose della storia.
Naturalmente, queste diverse “vie” possono anche essere largamente sovrapposte, anzi, spesso lo sono.

Invecchiamento e parassiti.

Una delle caratteristiche delle società in decadenza, evidenziata più o meno da tutti gli storiografi “mistici” (tanto invisi a Tainter), è proprio il dilagare della corruzione, della menzogna e del sospetto, spesso interpretati come segni di una “malattia” profonda e spesso mortale del corpo sociale.   A ciò lo storico americano risponde ricordando che la repressione del dissenso, la propaganda e gli scandali sono una costante delle società complesse, anche di quelle in pieno “rigoglio”.
Giustissimo, ma la domanda che mi pongo è però questa:  E’ possibile che i Ritorni Decrescenti della complessità e della crescita favoriscano il terrorismo di stato, la menzogna e la corruzione?

Finché una società si trova in una fase espansiva, cioè lontana da dall’insidiosa zona dei Ritorni Decrescenti, la gente normale vive magari faticosamente, ma decentemente (secondo i parametri del tempo e del luogo).  Una persona capace ha la possibilità di realizzarsi e di avere successo, anche se, di solito, all’interno delle gabbie sociali sancite dalla tradizione.  Da parte sua, il governo può vantare effettivi successi e miglioramenti, mentre una tassazione sostenibile permette realizzazioni importanti; che si tratti di templi, palazzi, rituali e conquiste.   Un flusso crescente di energia sotto forma di estensione delle aree agricole e dell’allevamento, oppure di schiavi sia umani che energetici, permette l’elaborazione di livelli superiori di complessità che consentono una maggiore efficacia nell’affrontare problemi come carestie o guerre.   Ma comporta anche un aumento dei livelli di diseguaglianza ed un progressivo estraniamento fra la base ed il vertice della piramide.

Ogni cultura ha i propri criteri per stabilire la legittimità di una classe dirigente, ma in ogni caso vi sono dei limiti oltre i quali, progressivamente,  la classe dirigente cessa di essere percepita come una guida ed una protezione, per essere vista sempre di più come un parassita o una minaccia.  Man mano che questa soglia viene superata (e ci possono volere decenni o anche secoli) la società avrà tendenza a sfilacciarsi, perdendo la sua capacità di reagire in modo efficace alle minacce.  Contemporaneamente l’élite avrà un rapporto sempre più distante e conflittuale con le classi subalterne.
Di conseguenza, facilmente la situazione contingente peggiorerà, riducendo ulteriormente la credibilità della élite che, per mantenere il controllo, farà sempre più ricorso alla paura, alla menzogna ed alla violenza.  Oppure si occuperà di saccheggiare il paese, consentendo alla corruzione di dilagare progressivamente verso i livelli inferiori dell’apparato amministrativo, talvolta finché questo perde ogni legittimità ed efficacia.
L’attuale situazione di tante cleptocrazie africane rappresenta un caso limite di una condizione che è però diffusa in gran parte del mondo, se non tutto.
Ma l’eccesso di  violenza finisce con il generare da parte della popolazione comportamenti difensivi  contro il proprio governo, fino anche alla rivolta armata.  Viceversa, l’abuso della menzogna e la corruzione privano la classe dirigente di di quella credibilità e fiducia su cui è fondato il potere nelle società “sane”.

Conclusione

In sintesi, Legittimità, Paura, Menzogna e Corruzione sono sempre contemporaneamente presenti in seno a qualsiasi società, ma la loro importanza relativa cambia nel tempo in rapporto a molti fattori, alcuni dei quali esclusivi di ogni cultura e di ogni situazione storica.  Ma vi è almeno un fattore comune: man mano che una società avanza lungo il cammino dei ritorni decrescenti, il rapporto tra lo sforzo richiesto alla popolazione di risultati conseguiti diviene sempre meno favorevole, finanche negativo.  La legittimità della classe dirigente tende perciò a diminuire, mentre la propaganda diviene sempre più mendace; corruzione e repressione si diffondono.
Una fatto questo di cui Tainter non parla, stranamente perché, invece, è un forte argomento a favore della sua tesi fondamentale.   E, con sua pace, anche a favore di parecchi storici da lui tacciati di “misticismo”.
Proprio in omaggio ad essi, vorrei qui concludere con una metafora vitalista che Tainter rigetterebbe con sdegno, ma che a me pare utile.

E’ normale che un cane abbia delle pulci e qualche zecca che gli causano un po’ di prurito.  Ma i cani vecchi e/o malati vengono invece letteralmente infestati dai parassiti che, in assenza di cure, finiscono spesso con l’ucciderli.
Questo è il ruolo ecologico di predatori e parassiti: eliminare gli organismi deboli e malati.  Sarà solo una metafora, o qualcosa di più, visto che anche nelle società indebolite dall’impatto contro i Limiti della Crescita parassiti e predatori prosperano?

Picco per Capre
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“Chi aprirà questo libro avrà l’occasione – in una sola giornata di facile lettura – di assorbire il distillato di decenni di riflessioni cruciali per il nostro futuro.”
Dalla prefazione di Luca Mercalli.

 

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