Nel terzo quadrimestre del 2019, l’Institute of International Finance ha calcolato che il debito globale, privato e pubblico, fosse pari al 322 per cento del prodotto interno lordo.

E’ una notizia che non capisco, ma che sicuramente mi riguarda, e questa è già una riflessione importante.

Cerchiamo comunque di dire cosa mi viene in mente.

Poniamo che io possieda 10.000 euro. Coltivo il mio orto con una certa parsimonia e uso i polli per tenere a freno le lumache.

Ma se prendo in prestito altri 22.000 euro, posso spargere fertilizzanti e pesticidi ovunque e tenere le galline a migliaia in un pollaio e trovare qualcuno che mi compra il prodotto.

Produco molto di più, guadagno molto di più, e allo stesso tempo danneggio molto più rapidamente e in via irreversibile il terreno.

Quindi un mondo in cui ho 32.200 euro anziché 10.000 sarà un mondo con più “più“, che mi sembra di capire sia l’equivalente, in scienza economica, di ciò che è la salvezza in teologia.

Ma ritorniamo ai conti. Se io spendo 32.200 euro, ma in realtà ho solo 10.000, riuscirò sicuramente a realizzare dei “più” molto al di sopra delle forze reali; un po’ come certi atleti che si dopano.

Ma da dove prenderò quei 22.200 euro, quando arriverà il momento di pagare?

Cioè, se io ho 10.000 e devo 2.200, faccio un sacrificio e divento più povero di prima, dopo essermi illuso. Ma 22.000… ?

Certo, posso estrarre molto di più dall’ambiente: infatti, il debito non solo mi permette di sbucaltare la natura, mi obbliga praticamente a farlo, fosse solo per ripagare il debito.

Ma cavare 22.000 euro da 10.000 è dura comunque.

Sostanzialmente vedo tre possibilità:

– quei soldi in più li rubo a un vicino

– me li faccio prestare da un terzo, così aumento il debito

–  o truffo chi me li ha prestati e scappo.

Tutte cose che succedono regolarmente, io guadagno e tu perdi.

Ma qui stiamo parlando di tutto il nostro pianeta, che è un sistema chiuso.

E di extraterrestri da derubare o truffare, non ne conosciamo.

C’è qualcosa che non quadra.

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