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Alcuni giorni fa, la deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez stava parlando a un gruppo di giovani a New York, quando una ragazza ha chiesto la parola.

La giovane ha fatto un breve intervento, in cui ha affermato di essere molto preoccupata per i cambiamenti climatici. Non è più sufficiente evitare di fare bambini, disse: è arrivata l’ora di mangiarseli direttamente. E togliendosi la giacca, ha fatto vedere una maglietta con la scritta “Save the planet. Eat the children”.

Con ammirevole calma, una signora le ha tolto il microfono e la deputata ha proseguito parlando di altro, convinta che si trattasse di una persona con problemi psichiatrici.

Il presidente degli Stati Uniti in persona ha ritenuto di commentare l’intervento, sulla scia di migliaia di altri che dicevano che i democratici avevano finalmente gettato la maschera.

Passa un po’ di tempo, e l’intervento della mangiabimbi viene rivendicato, come azione provocatoria, teso a ridicolizzare gli ambientalisti, da parte del movimento di Lyndon LaRouche: i giornalisti frettolosi liquidano i larouchiani come “estremisti” e “sostenitori di Trump”, ma in realtà si tratta di un’organizzazione molto interessante, perché ha teorizzato, come vedremo, l’unico antiambientalismo possibile.

F acciamo prima però un salto in Italia.

Il centro propulsore dell’antiambientalismo da noi è la rivista 21esimo Secolo scienza e tecnologia, diretta da Roberto Irsuti e che conta tra i principali collaboratori Franco Battaglia, promotore di una recente petizione che invitava il governo italiano a non prendere provvedimenti per il clima. Se digitate su Google il nome della rivista o del suo direttore, e quello di Battaglia, troverete anni di collaborazione, tra articoli e convegni e interventi di ogni sorta.

L’indirizzo attuale della redazione di 21esimo Secolo è Via Ludovico di Breme 18, ma quello precedente era Via Piacenza 24, sempre a Milano, come si vede ad esempio su questa pubblicazione:

Io conoscevo Via Piacenza 24 come la sede di un’organizzazione affascinante, che ha cambiato spesso nome – Nuova Solidarietà, Partito Operaio Europeo, Movisol – e che cercava di realizzare in Italia i propositi del pensatore statunitense, Lyndon LaRouche, morto lo scorso febbraio.

Già nel lontano 1979, il movimento di LaRouche aveva sede in Via Piacenza 24 (dal bollettino Le Républicain, avril-mai 1979)

E infatti, la pubblicazione scientifica del movimento di LaRouche come si chiama?

Proprio 21st Century Science and Technology.

LaRouche, che proveniva dal movimento trotzkista, aveva messo in piedi un’organizzazione mondiale per realizzare la propria visione filosofica dell’universo, finendo non solo per passare qualche anno in carcere, ma a essere demonizzato da destra e sinistra.

Secondo quanto mi hanno raccontato informalmente i larouchiani, la testata della rivista e la sede di Via Piacenza 24 erano storicamente loro; ma i redattori, all’inizio militanti del loro movimento (in effetti, Irsuti risulta anche autore di qualche foto in vecchi convegni di LaRouche) le avrebbero tolte di mano all’organizzazione mettendosi in proprio. Ho sentito solo una campana, e sarei felicissimo di pubblicare anche la versione degli attuali redattori.

Comunque siano andate le cose, il pensiero di LaRouche traspare chiaramente dalle posizioni della rivista.

Antiambientalismo” può sembrare un termine forte, ma come altro definire il pensiero di chi, come Franco Battaglia, scrive:

“È indubbio che l’ambientalismo è animato da, apparentemente e a parole, ottime intenzioni, come peraltro ottime furono, almeno a parole, le intenzioni di nazismo e comunismo. […]

ditemi se è vero o no che l’ambientalismo ha o non ha fatto danni enormi, tali da farlo di diritto entrare nella classifica dei grandi mali del mondo. E ancora più danni potrebbe fare se i suoi insani propositi non saranno fermati. “

Ora, nell’essenziale, cos’è questo ambientalismo che si vorrebbe combattere?

L’ambientalismo si basa su un’idea forte e chiara del mondo in cui viviamo.

Noi viviamo su un pianeta limitato, che tende verso il disordine (entropia), ma ricrea ordine, delicatamente e lentamente, grazie all’energia che assorbe dal Sole.

Su questo pianeta, abbiamo una società che tende a una crescita infinita. Questa società usa il fuoco dei combustibili fossili per trasformare risorse in massima parte non rinnovabili in prodotti che poi diventano rifiuti.

Questo modo di procedere ha inevitabilmente delle conseguenze, che sono in larga parte imprevedibili. Tra queste conseguenze, i climatologi ci mettono anche un impatto sul clima – difficile da calcolare – ma l’importante è capire che è tutto un pacchetto, tra le api che scompaiono, le tartarughe strozzate dalle buste di plastica, le microparticelle che entrano nei feti e gli effetti sulle correnti dell’Oceano, non c’è confine.

C’è solo da discutere sulla portata di ciascun dettaglio.

Ora, se non si pone una visione alternativa del mondo, l’ambientalismo è inattaccabile.

Al contrario, l’antiambientalismo è fortissimo nei fatti – chi vorrebbe la fine dei voli low-cost o meno riscaldamento d’inverno? – ma debolissimo come spiegazione del mondo.

Gli antiambientalisti sono costretti a dirsi “scettici” – che vuol dire non credere a qualcosa – o a scendere a confusi compromessi: “sul clima non mi fido della Greta Thunberg, ma l’inquinamento e la plastica sono davvero un problema!”

L’unico pensatore contemporaneo che io conosca che abbia presentato una visione realmente antiambientalista del mondo, è Lyndon LaRouche.

Provo a riassumere quello che ho capito: molte cose le cito a memoria, avendole lette anni fa, e salto tutta la sua pur interessante teoria economica (correggete e aggiungete, è un work in progress).

LaRouche parte da grandi principi, che poi applica alla realtà: è induttivo e non deduttivo, dicendosi platonico e anti-aristotelico.

E riprende la grande visione del mondo dello scienziato sovietico, Vladimir Vernadsky.

LaRouche, seguendo infatti Vernadsky, fa un’affermazione radicale: tutto l’universo è un processo evolutivo, dalla biosfera verso la noosfera. E perciò animali e uomini sono intrinsecamente diversi, perché l’uomo, scienziato o artista, percepisce le idee, come diceva Platone, che gli permettono di uscire dalla caverna della bestialità.

L’opera fondamentale di Vernadsky, tradotta dai larouchiani

La forza che permette l’ascesa dell’uomo, LaRouche la chiama neghentropia (“negentropy”). Tutti i sistemi incorporano una quantità crescente di energia, quindi di ordine. Perciò, non ci sono limiti alla crescita – il titolo di un libro che lui scrisse in polemica con il Club di Roma.

Ogni grado evolutivo consuma sempre più energia per individuo, ma proprio questo libera l’energia che permette un’ulteriore evoluzione.

Sappiamo che chiunque sia andato a scuola obietterà che si va a cozzare così contro il Primo e Secondo Principio della Termodinamica.

LaRouche non ha paura di affrontare questa obiezione:

“La nozione che l’universo sia caratterizzato dal principio di massimizzazione dell’entropia in base al Primo e Secondo Principio della Termodinamica, e che ogni apparente eccezione a tale principio, denominata entropia negativa, alla fine risulta in un aumento dell’entropia, è una nozione pseudo-scientifica, che se diventasse predominante in una società, come è successo in larga misura oggi, comporterebbe necessariamente la morte della società stessa a causa della sua incapacità di aumentare la propria potenziale densità relativa di popolazione.”

Altrove (in Aristotle is the root of the evil we confront today”)

“L’universo nel suo insieme, su scala astrofisica, è ciò che chiameremmo neghentropico, non entropico come insiste oggi la maggior parte dei fisici; l’universo nel suo complesso non obbedisce alla cosiddetta Seconda Legge della Termodinamica, e ciò vale anche su scala microscopica […]. La Seconda Legge della Termodinamica non funziona da nessuna parte, serve solo a far aumentare gli stipendi dei professori e far ottenere buoni voti ai loro studenti. Per il resto la Seconda Legge della Termodinamica, a parte prendere in giro la gente, non funziona affatto. Funziona solo come retorica”.

Termini come “termodinamica” possono addormentare; ma LaRouche ha colto il punto fondamentale di uno scontro cosmico:

se il Primo e Secondo Principio della Termodinamica sono validi, hanno ragione gli ambientalisti;

Se non sono validi, si libera tutto il potenziale umano di popolare all’infinito il pianeta e di conquistare l’universo e questa e altre galassie: in questo caso hanno ragione LaRouche e gli antiambientalisti in generale.

Per LaRouche, tutta la storia è uno scontro tra quelle che potremmo chiamare le forze del Progresso, quelle neghentropiche, e quella della Reazione, quelle entropiche.

Usando questo criterio, LaRouche etichetta in modo molto netto i personaggi più diversi.

Sono dalla parte della Reazione i pagani dell’antichità, i romantici, i nazisti, Malthus, la controcultura anni Sesssanta e soprattutto gli ecologisti; ma anche tutti i deduttivi da Aristotle a Galileo, da Cartesio e Newton a Maxwell; mentre sono dalla parte del Progresso Sant’Agostino, Nicola Cusano, Leonardo, Leibniz, Benjamin Franklin e Papa Giovanni XXIII…

LaRouche estende questa divisione alla storia politica, schierando per vari motivi dalla parte del Progresso la Firenze rinascimentale, la rivoluzione americana, Franklin D. Roosevelt e John Kennedy, e dalla parte della Reazione, il culto di Ishtar e di Apollo, i dogi di Venezia, i Gesuiti, i Rosacroce, Napoleone, il sinarchismo (i movimenti neofascisti), la WWF, Margaret Thatcher e soprattutto il male assoluto, l’Impero Britannico.

Se partiamo dalle idee di LaRouche, tutto diventa chiaro. Basta dividere l’umanità tra chi aiuterà la specie a realizzare il suo “imperativo extraterrestre” e chi lo ostacolerà (il termine spacefaring è ricalcato su seafaring, “marinaro”), come in questo testo dei suoi seguaci:

“Ma LaRouche aveva già dimostrato nel 1972 che non esistono limiti alla crescita, come sostiene il suo libro dallo stesso titolo. L’Umanità, soprattutto nello spazio, non ha limiti.

Dobbiamo innanzitutto deciderci a rivendicare questo “imperativo extraterrestre” dell’umanità e diventare un popolo di navigatori spaziali tra le nazioni che navigano nello spazio”.

Ma soprattutto, la conquista della Galassia rappresenta la sconfitta della visione entropica dell’Universo. Scrive oggi la sua vedova:

“La cosa bella dei viaggi spaziali è che dimostrano che non viviamo in un sistema chiuso in cui le materie prime sarebbero limitate, e in cui i punti di vista omicidi di Thomas Malthus, Julian Huxley, Bertrand Russell, e del Principe Filippo d’Inghilterra sarebbero corretti.

I viaggi spaziali sono la prova inconfutabile che l’universo “obbedisce” a un’ipotesi adeguata della mente umana, e che vi sia quindi un’assoluta coerenza tra le idee immateriali prodotte dalla ragione e le leggi fisiche dell’universo, e che queste idee sono le punte di lancia delle dinamiche antientropiche dell’universo”.

Questa visione ha effetti politici sorprendenti per chi è abituato ad altri paradigmi: tutti conosciamo i motivi un po’ provinciali per cui certi partiti da noi sostengono la TAV Lione-Torino; i larouchiani invece la sostengono come un elemento cruciale per la realizzazione della Nuova Via della Seta (cui LaRouche voleva aggiungere anche un tunnel sotto lo stretto di Bering), che potrà permttere la creazione di un’alleanza quadripartita Usa, Russia, Cina e India.

Un’alleanza che permetterà di abbattere il neoliberismo, distruggere l’Impero Inglese, realizzare opere infrastrutturali senza precedenti nella storia umana e arrivare finalmente alla fusione nucleare.

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