Il convegno “Resilienza o Estinzione”  del 22 Marzo scorso è stato un pieno successo: la sala del Polo Piagge, da 210 posti, è rimasta gremita dalla mattina al pomeriggio.
Un sentito grazie alle Associazioni organizzatrici, in particolare al Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace e all’Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio – Italia che hanno sostenuto gran parte degli oneri economici ed organizzativi, insieme ad Amici della Terra – club Versilia, mentre lo studio grafico Fenudi ha donato la locandina.  Ma niente sarebbe stato fatto senza la disponibilità dei relatori che sono intervenuti gratuitamente, mentre Ippoasi e Chicco di Senape hanno provveduto al Buffet ed alla pausa caffè.   MediaEventi UNIPI ha invece trasmesso in streaming l’intero convegno.  Le riprese sono attualmente visibili in anteprima ai seguenti link: interventi della mattina: https://www.youtube.com/watch?v=VegYqZal6V8; interventi del pomeriggio: https://www.youtube.com/watch?v=x85P8B6fN4s .   Entrambe le riprese hanno una lunga coda iniziale, in effetti le immagini iniziano al minuto 30 dalla prima ripresa ed al minuto 10 della seconda.
Brillante invece l’assenza delle istituzioni: solo la Provincia di Lucca era infatti presente con un suo funzionario.

Interessantissime le relazioni che hanno sottolineato la gravità della situazione in atto, dove diventa imperativo “gestire l’inevitabile ed evitare l’ingestibile”.   Gli argomenti hanno spaziato dal “picco della risorse” (Pardi), all’inquinamento e alla distruzione del Paesaggio (Norci), dalla dinamica del collasso (Bardi), all’impossibilità di ridurre effettivamente le emissioni climalteranti se non si introdurranno anche misure per ridurre il PIL in maniera controllata e socialmente accettabile (D’alessandro).  Dall’uomo che è diventato una forza distruttiva a livello planetario, tanto da meritarsi un posto nella scala geologica (Latouche),  alla dinamica delle reti, la cui complessità cresce più rapidamente delle dimensioni conducendole fatalmente al collasso.
Non sono mancate le proposte operative:  una nuova visione dell’economia (Gesualdi e Giorgio) e promuovere le aree protette per salvare il salvabile della Vita sulla Terra (Bologna e Bertacchi). La tutela della biodiversità è anzi il tema emerso come una delle poche azioni fattibili a livello locale, utili anche a contrastare i cambiamenti climatici, tanto che tutti i relatori e le associazioni promotrici hanno concordato un documento (visibile al seguente link: https://www.apocalottimismo.it/convegno-resilienza-estinzione-22-marzo-pisa/ ) che sarà presentato agli amministratori.
Alla tavola rotonda sono intervenuti anche Ribolini del CAI di Pisa che ha ricordato la devastazione in corso sulle  Alpi Apuane e Giorgetti (edizioni ETS), che ha rimarcato il ruolo fondamentale delle aree naturali protette, sempre più apertamente attaccate da ogni forma di speculazione, sovente nel disinteresse delle istituzioni preposte alla loro salvaguardia.
Interessanti anche i fuori-programma.   Il poeta Marco Sclarandis ha letto tre delle sue opere inspirate dall’argomento della giornata, mentre un forte richiamo alla necessità di intervenire con decisione per contrastare i cambiamenti climatici è venuto da una nutrita delegazione di giovani di Friday for Future, ma anche dai bambini delle scuole primarie di Seravezza (Primaria don Milani Marzocchino) e Viareggio (Primaria G. Puccini Torre del Lago). Al convegno ha partecipato anche una classe del liceo Artistico di Cascina che, con i suoi disegni, ne ha illustrato lo spirito.

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Prima dell’inizio dei lavori, a tutti è stato distribuito un modulo con quattro domande e 20 risposte fa cui se ne dovevano scegliere un massimo di otto, due per riquadro, per una molto sommaria analisi SWOT.  I risultati sono stati interessanti.
La presenza di aree naturali o semi-naturali e la libertà di associazione sono stati senz’altro individuati da pubblico come i due punti di forza principali, fra quelli proposti.

 

 

 

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Invece, fra i punti di debolezza, guarda caso, quasi la metà dei partecipanti ha identificato nell’inadeguatezza della classe politica il problema principale, seguito a distanza dalla mancanza di una efficace filiera di recupero e riciclo dei rifiuti.

 

 

 

 

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Quanto alle minacce, la perdita di biodiversità si aggiudica il punteggio maggiore, seguita nell’ordine dalla crisi climatica e dallo strapotere delle lobby finanziarie, tre fattori fra l’altro strettamente correlati tanto a scala globale, quanto a scala locale, come dimostrato dall’assalto in corso ai parchi ed alle riserve, anche in Toscana.

 

 

 

 

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Infine, la netta maggioranza dei partecipanti ha ritenuto che lo sviluppo delle energie rinnovabili e lo sviluppo di mercati locali siano le due opportunità principali fra quelle proposte.

Per quanto riguarda, infine, la pubblicazione dei contributi e delle relazioni, si stanno valutando le varie opzioni possibili. Man mano che ci saranno delle novità, saranno divulgate mediante questo sito, l’omonima pagina Facebook e la mail-list che raccoglie gli indirizzi lasciati dai partecipanti.

 

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